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Il Castello

Sospeso su un territorio selvaggio come nido d’aquila, il Castello di Gropparello colpisce i visitatori per il raggruppamento turrito del complesso monumentale, che durante la visita regala all’occhio un alternarsi di scorci panoramici scenograficamente diversi tra loro. L’eleganza sobria delle sue sale medievali, l’ampiezza monumentale dei suoi camini e la luce che penetra velata dalle grandi finestre sospese sull’orrido, donano al castello l’atmosfera tipica di quello che l’immaginario collettivo sogna come “castello medievale”. Significativo esempio di castello guelfo perfettamente conservato, Gropparello è costruito su un picco roccioso di origine vulcanica e si affaccia su un orrido di grande interesse geologico e paesaggistico:    all’improvviso, dietro un vigneto, in un bosco si apre una zona selvaggia, la cui morfologia complessa ed accidentata si eleva bruscamente distinguendosi dal resto del territorio creando un comprensorio grandioso e suggestivo nelle cui pieghe scorre il torrente VezzenoEdificato nello stesso luogo dove sorgeva un antico castrum romano, posto probabilmente a difesa della via che conduceva all’antica  Velleia, venne successivamente fortificato con opere murarie. E’, ormai da anni, allo studio l’ipotesi che in origine ci sia stato un insediamento celtico,  data anche la presenza di un manufatto a strapiombo sull’orrido che sembra essere con ogni probabilità un altare di pietra.

Il castello di Gropparello rimane forse uno dei complessi che più conservano tutto il fascino della fortificazione medioevale, grazie anche al paesaggio eccezionale in cui si trova, ed alla particolarissima disposizione, che lo fa apparire quasi incastonato nella roccia, di origine vulcanica, su cui è stato edificato.  Le fondamenta su cui poggiano i muri in pietra sono scavate nella viva roccia, che in molti tratti è tuttora ben visibile anche all’interno dell’edificio, fuoriuscendo dal piano del pavimento in molti tratti delle antiche cantine.

L’accesso alla fortezza era possibile solo attraverso i due ponti levatoi, uno “carrabile” (tutt’oggi funzionante), che veniva abbassato soltanto per il passaggio di uomini a cavallo o carriaggi militari, ed uno pedonale. Il portone principale è sormontato da un interessante bassorilievo rappresentante San Giorgio nell'atto di colpire il drago che stava per divorare la giovane principessa, secondo la nota leggenda che ha ispirato molti artisti medioevali e rinascimentali

 



Le Sale

 - SALA DELLE ARMI  (sec XV - XVIII)

è la sala più grande del palazzo più antico del Castello di Gropparello.  E' sempre stata la Sala delle Feste o quella dell'amministrazione della giustizia.
Le sue proporzioni sono perfette:  è lunga 12 metri, larga 7,5 metri ed alta 7,5 metri. La particolarità sta nel fatto che si accede a questa sala dal lato più lungo, e che entrando si viene investiti dalla luce: e si ha come la sensazione di camminare tra i raggi del sole. I colori della sala, declinati dal tortora al terra di Siena,  il grande camino monumentale e le coppelle d'oro zecchino che decorano il soffitto a cassettoni, contribuiscono a rafforzare la sensazione di essere in una fiaba  fuori dal tempo

  

 

TERRAZZA PANORAMICA SUI BASTIONI  DI AVVISTAMENTO (sec. XII- XIII)



AMBIENTI
DEL CASTELLO
  Mq  
POSTI A
SEDERE
 AL
    COPERTO
     
  POSTI A
SEDERE
    ALL’APERTO     
CAPIENZA
PERSONE
 IN
   MOVIMENTO 
   
  Sala Delle Armi  100 60 - 60
  Antica Dispensa 60  40  40
  Terrazza Panoramica 60 25   60
  Cortile Interno 100  -  60
  Piazza del 
  Ponte Levatoio
300  200
con tenda
 200  300
  Taverna Medievale 90  80  80  -
  Loggia Dei Leoni   150 80/100  80/100 80
  Pergola 40  - 32  -
  Belvedere 200  -  70  150
  Giardino degli ulivi
 -  90 80
  Padiglione 
  delle Rose
180 150  135 200
  Rotonda 
  delle Acacie
400    250
con tenda
 250  500


 

Masseria e Corte dell'ulivo

I vari spazi sono tutti nel parco del castello e uniti da un sentiero di ghiaietto, che porta dalla  Masseria al Castello. In caso sia necessario percorrere questa distanza in auto, allora si passa dalla strada esterna e si entra direttamente dal cancello del Castello. Gli spazi ampi e articolati ci consentono di ottenere un percorso dove le tappe degli spostamenti scandiscono i diversi momenti della festa. Questo è molto importante per creare un evento ricco, pieno di sorprese e dinamico.  L’obiettivo è che il tempo trascorra con leggerezza e ogni momento risulti  “dedicato”.

Gli invitati possono mettersi a loro agio, godere di ogni  angolo e partecipare appieno a tutte le parti della festa, dal cocktail, al pranzo, alla presentazione e taglio della torta nuziale, al ballo. Si può prevedere di fare un aperitivo non troppo abbondante nel castello (cocktail), in modo da riservare uno spazio speciale agli antipasti! Di solito utilizziamo per questo il padiglione delle rose. Il pranzo, o cena può essere previsto  nella Loggia dei Leoni. Oppure nella Sala Rossa, dall’atmosfera più medievale. Le stesse  sale sono molto affascinanti anche in versione notturna… La torta rappresenta un momento centrale nella festa! Noi la  valorizziamo tantissimo,  sia nell’aspetto e qualità della torta stessa (ecco come nasce il nostro progetto di cake designer interno), sia nella scenografia del contesto!  Infine, la giornata si chiude con il ballo. La location più adatta è la sala in pietra del castello. Le pareti si prestano tantissimo ad essere rivestite di luci colorate! Il castello  non  manca di spazi esterni per le fotografie degli sposi, qualora fosse loro desiderio.  Si va da luoghi più selvaggi e romantici, come i camminamenti attorno alle mura che si affacciano sulla roccia, ai meravigliosi giardini di rose dove natura e arte si mescolano per creare “luoghi di delizie e diletto”. Bellissima l’illuminazione notturna, sia con  i luci colorate che  con le padelle romane.

 

 

Gole del Vezzeno e Museo della Rosa Nascente

Tutto intorno alle mura del castello si conserva quel percorso suggestivo nato come camminamento di ronda dei soldati. Nel 1800, col gusto romantico per il Medioevo misterioso e per la natura selvaggia che sconvolge gli animi, questo percorso carico di fascino venne trasformato in una sorta di percorso interiore le cui guide spirituali sono alberi e fiori. Infatti in questo periodo vennero seminate molte  piante medicinali che si aggiunsero a quelle già esistenti, formando un orto botanico spontaneo molto particolare e ricco di suggestioni. La strada si inoltra nel bosco a nord, nella parte buia costeggiata dalla parete rocciosa, e scende nelle forre del torrente delle Gole del Vezzeno

Il Museo Della Rosa Nascente si trova In questo luogo magico, dove le rose canine e le orchidee selvatiche vivono dall’epoca delle Fate. Qui  è iniziato  un nuovo cammino che ci accompagna nel mondo affascinante delle rose. Il Museo della Rosa Nascente fisicamente è in tutto  nel parco del Castello ed al momento conta 17 roseti, e di esso fanno parte anche i roseti presenti nel cortile d'onore all’interno delle mura medievali. Da poco è stato finito l’impianto degli ultimi 7 roseti che si trovano nel Labirinto Magico del Museo, proprio dove si allarga una piccola valle a monte della valle del Vezzeno.

Il Labirinto Magico è costituito da piante spontanee che hanno trovato lì il loro clima ideale, e si tratta di carpini, sanguinelle, ligustri bianchi, querce, pini marittimi, frassini, biancospini, ciliegi, prugnoli selvatici, gelsomini, viburni, rose canine e aceri imperiali.

I roseti sono stati impiantati con piante complementari per forma e colori: iberis sempervirens, liquirizia, santoreggia, lavanda, peonie, buddleie. I vivaisti che hanno collaborato sono Meilland, Barni e Marchesi, e per il prossimo anno sono in programma eventi dedicati esclusivamente a questo che è il fiore più incantevole del mondo, direi quasi con un’anima, stante il fatto che i suoi fiori come l’essere umano nascono con forme e colori che maturano e addirittura cambiano intensità e tonalità durante i 10 giorni di vita. Ci sono rose a 5 petali e rose a 100 petali, ci sono rose muschate e rose con spine lunghe 3 cm. Ci sono rose con i sepali grandi come petali, il gambo carnoso e le foglie coriacee e con il fiore che può raggiungere  i 18 cm di diametro nel periodo di massima fioritura e rose meravigliose, timide, con lo stelo finissimo e lunghissimo, che fanno volute ampie e delicate alla ricerca del raggio di sole e il cui fiore  al massimo raggiunge i 4 cm di diametro, circondato da sepali verdi intenso e con spine sottili.

Ci sono rose dal bocciolo lunghissimo e dai 15 petali rosa confetto, che profumano di limone ed altre dal colore dell’incarnato che hanno l’intenso profumo di pesca e tè.